I fanghi sono rifiuti industriali generati da tutti gli impianti di trattamento delle acque reflue. Per questo motivo, le macchine per la disidratazione dei fanghi sono ampiamente utilizzate non solo negli impianti di depurazione pubblici, ma anche negli stabilimenti industriali e nelle aziende agricole che scaricano acque reflue oltre un determinato volume, come richiesto dalle leggi di ciascun Paese.
Esistono diverse tecnologie per la disidratazione dei fanghi, suddivisibili in alcune tipologie principali:
- Filtropressa (pressa a piastre e telai) – funziona in base al principio della filtrazione, in cui il fango viene pressato tra piastre filtranti. Lavora in modo sequenziale, non in continuo, e il suo funzionamento può essere paragonato al mantice di una fisarmonica.
- Presse a nastro – operano in base al principio della pressatura del fango tra un nastro permeabile “senza fine” e una serie di rulli.
- Centrifughe – operano in base al principio della separazione delle componenti solide e liquide del fango mediante forza centrifuga ad alta velocità.
- Presse a coclea – operano in base a un principio meccanico in cui una coclea pressa il fango attraverso un cilindro, la cui superficie perforata funge da elemento filtrante per separare i solidi dall’acqua.
Le nostre presse disidratatrici VOLUTE™ rientrano nella categoria delle presse a coclea. Il loro design è eccezionale in quanto l’elemento filtrante del cilindro di disidratazione non è un setaccio (superficie perforata), bensì una combinazione di anelli fissi e mobili, in cui gli spazi tra di essi formano l’elemento filtrante. Gli anelli mobili sono in costante movimento grazie al contatto con le spire della coclea, conferendo alle presse disidratatrici VOLUTE™ una funzione autopulente. A differenza di altre presse a coclea, la superficie del cilindro di disidratazione non necessita di essere pulita meccanicamente o con acqua in pressione. Le presse disidratatrici VOLUTE™ sono idonee per il funzionamento in continuo e possono disidratare direttamente fanghi con concentrazioni di solidi sospesi molto basse.
In particolare, un meccanismo che previene meccanicamente l’intasamento nella zona di filtrazione ha notevolmente migliorato l’efficienza energetica e la manutenibilità rispetto ai sistemi convenzionali. Inoltre, grazie a un design ultracompatto, difficile da ottenere con i sistemi tradizionali, oggi anche i comuni di dimensioni tali da non trovare una giustificazione economica per l’introduzione di presse per la disidratazione dei fanghi sono in grado di implementare le nostre presse per la disidratazione.
Ad esempio, in Europa, è prassi standard per i comuni con 5.000 abitanti o meno ricorrere a un’unità mobile di disidratazione per eseguire la disidratazione dei fanghi all’incirca una volta alla settimana. In alternativa, vengono inevitabilmente impiegati sistemi convenzionali con una capacità operativa sovradimensionata che effettuano la disidratazione su base settimanale. Tuttavia, in questi casi, la quantità di azoto contenuta nel filtrato reimmesso nel processo di trattamento delle acque reflue rischia di diventare eccessiva, poiché deve essere gestita in un’unica soluzione.
Di conseguenza, l’equilibrio con i microrganismi verrebbe compromesso, determinando un calo dell’efficienza manutentiva. Poiché i comuni che gestiscono impianti di depurazione con tali criticità sono di piccole dimensioni, la questione non è stata percepita come un problema sociale. Tuttavia, con l’introduzione della pressa di disidratazione ultracompatta VOLUTE™, gli operatori possono ora disidratare i fanghi in loco man mano che vengono generati, anziché stoccarli inutilmente, consentendo una gestione stabile del trattamento delle acque reflue e una riduzione dei costi. I modelli ultracompatti sono rari a livello mondiale, e questo rappresenta uno dei vantaggi della pressa disidratatrice VOLUTE™.
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